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Tema del mese :

PASQUA

La pandemia “ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto; a riscoprire che la vita non serve se non si serve. Perché la vita si misura sull’amore”. Lo ha ricordato, nell’omelia della Domenica delle Palme, Papa Francesco che ai fedeli del mondo, collegati in diretta televisiva, ha dato un compito: stare davanti al Crocifisso e “contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso”. “Non pensiamo solo a quello che ci manca, pensiamo al bene che possiamo fare”, ha scandito il pontefice. “La via del servizio – ha aggiunto - è la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita”.
In questi giorni particolari, segnati dalla prova e dalla sofferenza, che tanto assomigliano ad una Via Crucis, abbiamo scelto di riflettere sul significato profondo della Pasqua per alzare lo sguardo e scrutare l’orizzonte. Per scorgere la luce, l’alba delle Risurrezione.

don Leonardo Di Mauro, don Francesco Soddu, don Giuseppe Pizzoli,
don Gianni De Robertis e don Bruno Bignami
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Una finestra di speranza

Una finestra di speranza
Pasqua significa “passaggio”. L'augurio è di passare "dalla chiusura verso gli altri alla solidarietà, dall’egoismo alla dedizione, dalla paura all’affidamento, dalla malattia alla guarigione, dall’emarginazione all’inclusione sociale", afferma don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale sociale e il lavoro.

Trasformare il deserto in oasi

Trasformare il deserto in oasi
"Il momento difficile che stiamo vivendo, come tutte le crisi, può diventare un’opportunità per vivere appieno ciò a cui oggi siamo costretti a rinunciare", spiega Vincenzo Corrado, direttore dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei.

Storie di rinascita

Storie di rinascita
"Lavoriamo molto per ricucire il tessuto di donne distrutte, sfilacciate" e per far capire loro che "ognuna ha una missione bella da portare avanti", afferma suor Rosalia Caserta.
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Ad Andria creatività fa rima con integrazione

Ad Andria creatività fa rima con integrazione
L’iniziativa è rivolta agli immigrati presenti sul territorio diocesano (Andria, Canosa di Puglia e Minervino Murge), sia inseriti nelle strutture di accoglienza sia ormai stabilitisi nelle città, dai 18 ai 40 anni.